Credito esigibile: significato e differenza tra crediti certi, liquidi ed esigibili

Quando si parla di credito esigibile, vuol dire che ci si trova in una fase delicata del rapporto tra debitore e creditore. Capire bene questo concetto è fondamentale per sapere quali diritti ha il creditore, quali margini di difesa ha il debitore e in quali tempi un debito può essere richiesto.

Cosa vuol dire che il credito è esigibile?

Un credito è detto esigibile quando il creditore ha il diritto di pretendere il pagamento da parte del debitore. In pratica, significa che non ci sono più condizioni o termini da rispettare: il debito è scaduto e può essere richiesto legalmente.
Per il debitore, questo è il momento in cui possono arrivare solleciti, richieste formali e, nei casi più gravi, azioni giudiziarie come pignoramenti o ingiunzioni di pagamento.

Quali sono i crediti esigibili?

crediti esigibili sono quelli per i quali è scaduto il termine di pagamento stabilito da un contratto, una fattura, un mutuo o qualsiasi altra obbligazione.
Ad esempio:

  • la rata di un prestito non pagata entro la scadenza,
  • una bolletta rimasta insoluta,
  • una fattura commerciale oltre i termini,
  • un canone di affitto non corrisposto.

In tutti questi casi, il creditore può chiedere immediatamente il saldo e, se necessario, rivolgersi a un giudice.

Cosa significa “credito esigibile” in un decreto ingiuntivo?

Quando un creditore presenta ricorso per decreto ingiuntivo, deve dimostrare che il suo credito è certo, liquido ed esigibile.

  • Certo, cioè che non ci sono dubbi sulla sua esistenza.
  • Liquido, cioè determinato in una somma precisa di denaro.
  • Esigibile, cioè scaduto e richiedibile subito.

Se queste condizioni sono rispettate, il giudice può emettere un decreto che obbliga il debitore a pagare. Per chi riceve un decreto ingiuntivo, questo significa che il credito è già esigibile e può essere azionato anche tramite esecuzione forzata se non viene saldato o opposto nei termini previsti.

Per quanto tempo è esigibile un credito?

Un aspetto importante per i debitori è la prescrizione. I crediti non restano esigibili per sempre: dopo un certo periodo di tempo, il creditore perde il diritto di farli valere in giudizio.
I tempi variano a seconda del tipo di credito:

  • in generale, 10 anni per i crediti derivanti da contratto,
  • 5 anni per canoni di affitto, bollette o pagamenti periodici,
  • termini più brevi in casi specifici (ad esempio, parcelle professionali).

Conoscere i tempi di prescrizione può aiutare il debitore a capire se un credito è ancora legalmente esigibile oppure no.

Differenza tra crediti certi, liquidi ed esigibili

Perché un creditore possa agire legalmente, il suo credito deve avere tre caratteristiche precise:

  • Certo: deve esistere senza contestazioni. Se il debitore può dimostrare che il credito non è dovuto, allora non è certo.
  • Liquido: deve essere quantificato in modo chiaro (una somma di denaro precisa).
  • Esigibile: deve essere scaduto e quindi immediatamente richiedibile.

Se anche solo una di queste condizioni manca, il creditore non può procedere facilmente. Questo è un punto importante per il debitore: contestare la certezza, la liquidità o l’esigibilità di un credito può essere una strategia di difesa.

Conclusioni

Il concetto di credito esigibile segna il momento in cui un debito diventa legalmente richiedibile. Per il debitore, significa che il rischio di azioni giudiziarie aumenta e che diventa fondamentale conoscere i propri diritti: dalla possibilità di opporsi a un decreto ingiuntivo fino alla valutazione dei tempi di prescrizione.
Sapere la differenza tra crediti certi, liquidi ed esigibili aiuta a capire quando un creditore ha davvero titolo per agire e quando, invece, ci sono margini di difesa o contestazione.